Sono 650 i giovani designer arrivati da 32 paesi diversi per questa 17° edizione del SaloneSatellite, come sempre curata da Marva Griffin Wilshire. Il suo continua a essere un doppio approccio nei confronti dei nuovi talenti: se da una parte vuole stimolarne sogni e speranze, dall’altra li tratta come veri professionisti, apprezzandoli o criticandoli, e soprattutto mettendoli in contatto con i grandi produttori esposti al Salone del Mobile. Tra i corridoi della fiera, si registra quest’anno una forte presenza di studi di design giapponesi (più di 10), affiancati da numerose altre realtà orientali (Hong Kong, Taiwan, Korea). Alcuni ci raccontano di essere già piuttosto noti in patria, e di essere qui per la prima volta con il desiderio di affacciarsi a un mercato più internazionale. Nazione esordiente la Romania, rappresentata da Ruxi Sacalis e 201 Design Studio. Di grande rilevanza la selezione di oltre cento progetti concorrenti alla 5° edizione del premio SaloneSatellite, coordinato da Porzia Bergamasco. In questa grande isola espositiva, circondata da botteghe artigiane e da uno spazio dedicato alla stampa digitale, è facile individuare le nuove tendenze (forme geometriche e nuove tecnologie, colori neutri e materiali eco) e imparare a conoscere i nuovi designer che si affacciano al Salone del Mobile. Una nota finale: tra gli stand abbiamo visto aggirarsi con calma e interesse Rosita Missoni. Si è soffermata a lungo sui dettagli dei progetti che l’hanno colpita e ha interrogato i designer. Chissà se il giovane giapponese dello studio Yoy, che le ha mostrato come sedersi sul tappeto che si trasforma in sgabello, sapeva di essere davanti a una vera, instancabile icona della creatività italiana. FONTE: Elle Decor
Related Posts